Care e cari Amnesty Kids,
abbiamo ricevuto una nuova “valigia dei diritti” scritta dalle alunne e dagli alunni della classe II E della scuola “Virgilio” di Anzio Lavinio, in provincia di Roma.
Buona lettura!
La libertà religiosa
Negli ultimi mesi nella nostra classe abbiamo discusso l’argomento riguardante la libertà religiosa, grazie ad un percorso svolto all’interno del progetto Amnesty Kids. Durante tale percorso abbiamo compreso quanto possa essere importante la libertà religiosa.
La libertà religiosa è, innanzitutto, un diritto civile che permette a qualsiasi persona di professare senza vincoli, obblighi, impedimenti e restrizioni la propria fede religiosa in qualunque luogo si trovi e di farne propaganda, purché non si tratti di riti contrari alla legge e al buon costume, cioè al senso del pudore. La libertà religiosa è importante perché rappresenta la radice e la sintesi delle libertà di pensiero, di parola e di espressione e perché permette ad ogni singola persona di esprimere liberamente la propria coscienza: non soltanto professando una religione, ma anche cambiando religione, scegliendo di non appartenere a nessuna religione o magari fondando una nuova religione. È importante anche perché grazie ad essa non si creano conflitti e guerre: infatti nel passato e purtroppo anche nel presente la religione è stato un motivo o un pretesto per dichiarare una guerra. Per questo, se in tutto il mondo ci fosse questa libertà, potremmo raggiungere passo dopo passo la pace. Inoltre la libertà religiosa è la garanzia migliore della laicità dello Stato.
La libertà religiosa è un argomento attualissimo, perché ci sono ancora paesi in cui non è applicata e ci sono alcune associazioni che si battono perché venga
applicata in tutto il mondo. Per esempio in alcuni stati come il Pakistan c’è una legge sulla cosidetta blasfemia: se qualcuno è accusato di parlare male di Maometto o di Allah viene immediatamente condannato a morte senza alcuna prova; un esempio è quello di Asia Bibi, una contadina del Punjab, 45enne, con 5 figli, incolpata ingiustamente dalla vicina di aver offeso il profeta Maometto: per questo è stata condannata all’impiccagione. La sua condanna è stata sospesa dall’Alta corte di Lahore e si attende l’eventuale pronunciamento della Corte suprema del Pakistan.Il 4 gennaio 2011, Salman Taseer, governatore del Punjab, è stato ucciso da una sua guardia del corpo. È stato eliminato perché i fondamentalisti islamici lo volevano punire per aver difeso Asia Bibi e aver chiesto l’abolizione della legge sulla blasfemia. Ma non è bastato: il 2 marzo 2011 i fondamentalisti hanno ucciso anche Shahbaz Bhatti, Ministro pakistano per le minoranza religiose, reo di aver anche lui chiesto la liberazione della donna e di essersi pronunciato contro la legge sulla blasfemia.
Testo realizzato dalla II E della Scuola secondaria di I grado “Virgilio” – Anzio (RM)
